- Valorizzare la collaborazione tra associazioni.
L’obiettivo primario è superare l’attuale frammentazione degli interventi socio-sanitari e assistenziali sul territorio piemontese attraverso l’armonizzazione e il coordinamento delle iniziative delle diverse associazioni.
Questa sinergia permette di valorizzare pienamente le competenze uniche di ogni volontario e associazione aderente e di ridurre drasticamente sprechi di risorse, evitando fastidiosi doppioni negli aiuti forniti.
La collaborazione mira, dunque, ad un aumento tangibile dell’efficienza e dell’efficacia complessiva della nostra azione per un supporto più robusto e capillare di chi ne ha bisogno.
- Sostenere la famiglia: mondo esistenziale insostituibile.
Prendersi cura di una persona con disagio significa prendersi cura del contesto familiare: il disagio di un membro, sia esso l’anziano, il bambino, figlio, genitore, coniuge, mette in crisi tutta la famiglia, che non può essere lasciata sola, ma deve essere sostenuta ed accompagnata. Prendersi cura della famiglia significa garantire la resilienza di tutta la comunità.
- Promuovere l’incontro tra generazioni attraverso la riscoperta della famiglia allungata: dai nonni ai nipoti.
Le generazioni sembrano sempre più distanti, non dialogano neppure in famiglia: ogni generazione vive di stereotipi pregiudiziali nei confronti dell’altra. Esperienze concrete di impegno comune possono far scoprire il fascino del “fare squadra”, mettendo insieme la sapienza della canizie e l’audacia della gioventù. Questo scambio intergenerazionale arricchisce i volontari e rende i nostri interventi più completi e lungimiranti.